mercoledì 27 novembre 2019

"Fino a quando la mia stella brillerà" - Liliana Segre con Daniela Palumbo Editore Pickwick - Recensione a cura di Eleonora Zaffino




Liliana Segre racconta la sua storia, quanto ha vissuto prima, durante e dopo il lager.
Questa non è certo la mia prima recensione ma stavolta mi risulta difficile commentare la scrittura in sé. Mi limito a dire che è semplice, diretta, chiara e scorrevole.
Voglio qui raccontare che cosa mi ha colpito di questa lettura. Sarà capitato anche a voi un libro scritto da qualcuno di cui conoscete la voce. Quando questo accade a me, mentre leggo, ho la sensazione di sentire l’autore che racconta. Questo è un primo dato significativo perché si crea un contesto di partecipazione emotiva importante.
Nella prima parte del libro c’è un elemento che ho trovato di particolare interesse. La piccola Liliana nasce in una famiglia agiata e la sua infanzia è vissuta in un contesto privilegiato per l’epoca. Le esperienze che racconta però sono spesso tipiche della vita di gran parte dei bambini dei giorni nostri. Il che porta con facilità a pensare: “ma se fosse successo a me…”
È spaventosa l’idea che, per la sola colpa di esser nati, si possa essere trattati, per decisione di qualcuno, da esseri sub umani, animali.
È questo che avviene a causa delle leggi razziali: una progressiva privazione di qualsiasi diritto, nell’indifferenza dei più, fino al totale abbrutimento, alla perdita di ogni dignità.
Solo i più forti sono sopravvissuti all’indicibile. Portando però nell’anima un marchio ben più profondo e doloroso di un tatuaggio fatto per affermare che erano solo un numero.
Quanto può essere grande l’anima di una ragazza di quattordici anni che, avendo la possibilità di uccidere il suo aguzzino, decide di non farlo e di rivendicare così la propria umanità, che un regime delirante ha tentato di annientare.
Quanto sono patetici coloro che oggi augurano la morte a una donna che è sopravvissuta alla totale privazione di qualunque cosa fuor che la vita stessa. Loro che probabilmente avrebbero una crisi di nervi se restassero solo mezz’ora senza la connessione a internet.
Ci sono libri che vanno letti, anche se fa male. Perché ciò che è stato può ancora accadere.
Sono profondamente grata a Liliana Segre perché mi ricorda ogni giorno che lo spirito dell’essere umano può essere più forte della brutalità dei suoi simili.


 Qui di seguito il link per poter ascoltare la versione audio - Voce di Eleonora Zaffino

https://youtu.be/bMHqVGDX7gE

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