martedì 24 dicembre 2019

Ballata senza nome - Massimo Bubola - Editore Frassinelli - Recensione a cura di Stefano Cassini





Maria Bergamas ha visto suo figlio partire per il fronte e mai più tornare. Come lei tante altre madri hanno avuto la stessa sorte in quello sciagurato conflitto mondiale ma lei sola dovrà scegliere, tra undici feretri, quello che sarà tumulato nell'Altare della Patria, il 28 ottobre 1921, come Milite Ignoto.
Tra realtà e fantasia, Massimo Bubola ci conduce attraverso le storie di questi uomini, raccontandoci le loro brevi vite. Troviamo il bracciante, il falegname, il maestro, il minatore, il fornaio, persino un seminarista.
Niente li avrebbe accomunati se non ci fosse stata la guerra, perciò attraverso le loro voci, ed esperienze, possiamo rivivere alcuni dei momenti che hanno caratterizzato le battaglie di cui sono stati sfortunati protagonisti: c'è chi è morto sul Montello, chi sul Monte Pasubio, sulla Marmolada, il Monte Grappa, il Monte Rombon e il Carso.
Undici vite spezzate che avranno come ultimo punto d'incontro la basilica di Aquileja da qui, una sola salma, partirà alla volta di Roma attraversando tutta la Nazione e fermandosi in diverse stazioni ferroviarie dove le saranno resi i giusti onori.
A mio parere un gran bel libro che andrebbe valorizzato sia per la sua parte storica, che per la delicatezza usata dallo scrittore, noto autore musicale che ha collaborato con De André e Mannoia, nel raccontare le storie dei protagonisti.                     

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